“Bungle Bungle”, il motore di ricerca sul caso Ruby

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Di cosa si tratta? Semplice, è un motore di ricerca. Ma non come tutti gli altri. E’ un luogo virtuale dove trovare documenti definiti “scomodi”.

Bungle Bungle non ha partito, non ha colore; ma ha uno scopo ben preciso: rendere facilmente accessibili a tutti, informazioni che altri cercano di nascondere, confutare, sminuire. E’ un progetto che nasce in contrapposizione al caos generato e voluto dai mass-media nel momento in cui occorre divulgare o insabbiare informazioni di interesse comune.

Così descrive il neonato motore di ricerca il pugliese Marcello Barile, autore e ideatore del progetto che inizia a far parlare di sè anche fuori dai confini italiani (articoli su Sky TG24, Le Monde):

Viviamo in un Paese nel quale i mass-media vengono pilotati per far filtrare quanto basta a riempire una scaletta che dia una mezz’oretta di intrattenimento agli spettatori, spesso farcita di servizi spazzatura. È in atto un preoccupante e lento processo di mediocratizzazione della società che passa dall’istruzione e termina in ciò che vediamo ogni giorno in TV.

BungleBungle è prima di tutto una provocazione e in secondo luogo uno strumento che si auspica possa aiutare l’utente ad avere accesso a informazioni difficili da reperire (in questo caso specifico le intercettazioni riguardanti il caso Ruby)

Nascita e possibile evoluzione del progetto:
Questo motore di ricerca è nato quasi per “gioco”, a dire il vero la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il nome, una simpatica via di mezzo tra “Google” e l’ormai tormentone
“Bunga Bunga” (inoltre Bungle in inglese assume il significato di “pasticcio”) e nell’arco di pochi secondi mi era già chiaro in mente che poteva essere realmente utile avere un qualcosa del genere.

Attualmente l’unica fonte per effettuare le ricerche sono le trascrizioni delle intercettazioni riguardanti il caso Ruby e ogni giorno andiamo alla ricerca di informazioni pubblicate su internet o su giornali (soprattutto da fonti alternative che sfuggono al controllo dell’informazione). Ilprogetto è nato puntando i riflettori sull’ affaire Berlusconi ma, una volta terminato questo periodo, potrebbe mutare inglobando altri tipi di documenti ‘scomodi’.

L’uso di un layout grafico (molto) simile a quello di Google èassolutamente voluto (un po’ per goliardia e un po per far sentire l’utente a suo agio difronte ad una interfaccia grafica che già conosce), tengo a precisare che non ci appoggiamo a Google né ai suoi servizi ma l’intero progetto è stato creato ad hoc partendo da zero in un tempo record anzi, nei prossimi giorni è prevista una release che correggerà alcuni bug e migliorerà la navigazione e l’usabilità.

Simpaticissimo il pulsante “Mi sento intercettato”, che sostituisce il famoso “Mi sento fortunato”, presente nella Home di Google.

Grafico freelance, formatore e fondatore di GraphicBoulevard.com. Mi occupo di consulenza alle aziende, formazione su software della suite Adobe, di photo compositing, post-produzione fotografica e di montaggio video.
Salvatore Mancini

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