Conoscere la differenza tra queste due tipologie di immagini credo sia essenziale, chi lavora in questo campo non potrà che essere d’accordo.
Vediamo il perché:
sarà capitato a tanti di noi magari di aver la pretesa di ingrandire un’immagine, magari di 2×2 cm, ad una dimensione di 15×15 cm, per poi stamparla.
Sfida persa in partenza, perché sicuramente l’immagine al termine del ridimensionamento risulta “pixelata”, sgranata, sicuramente poco nitida. Pensate ad una griglia piena di colori che viene estesa.
Questo perché le immagini bitmap dipendono dalla loro risoluzione(quantità di pixel presenti in un’unita di misura, spesso pollici) e per ingrandirle un software grafico(come Photoshop ad esempio) è costretto a “inventarsi” pixel che vengono calcolati facendo una interpolazione di punti, inserendo una quantità di informazioni tali da rispondere teoricamente alla nostre esigenze.

Questo avviene anche quando si prova a zoomare oltre il 100% delle dimensioni dell’immagine. Non va assolutamente usata quindi per creare loghi o elaborati grafici da utilizzare per diversi scopi e diverse dimensioni.
Il risultato potrebbe essere perlomeno imbarazzante.
La grafica bitmap trova il suo naturale utilizzo per rappresentare fotografie e ritocchi fotografici.
La grafica vettoriale utilizza invece punti, linee e curve gestite da formule matematiche ed è indipendente dalla risoluzione.
Il testo è ad esempio un tipo di immagine vettoriale, provate ad aprire anche il solo Microsoft Word o OpenOffice e ad ingrandire la sua dimensione.
L’immagine rimarrà definita come all’inizio, questo perchè il software non fa altro che cambiare le formule matematiche per adattarle alla nuova dimensione.





