L'artista del mese

Ci vuole un'idea.

Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda Salvatore Mancini » 02/10/2009, 11:58

Ciao "The Bandits", grazie a te per essere intervenuto e aver chiarito meglio in cosa consiste e come è strutturato il tuo lavoro.

Come avrai sicuramente capito, nessuno ha voluto offendere il tuo lavoro e la tua attività( certamente notevole), si tratta di pareri espressi su qualcosa che hai reso sicuramente più chiaro e comprensibile.

Ti aspetto nella sezione Benvenuti, in modo tale da conoscerti meglio ;)

A presto.
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Re: Ci vuole un'idea.

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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda the Bandits » 02/10/2009, 12:14

Nessun problema...giuro...da amante di questo medium e fervido sostenitore lo apprezzo perchè, a differenza degli altri (e lo dico senza alcuna allusione politica) è l'unico in cui c'è una democrazia ma sopratutto libertà di parola e come tale...rispetto le idee di tutti in particolar modo accetto tutte le critiche, purchè fondate.

Ad ogni modo è bello leggere l'e incazzature di persone che lavorano nel nostro ambito...sopratutto perchè si intravede un amore per questo lavoro (e dagli stipendi di oggi di sicuro per farlo devi esserne innamorato).

Daniele
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda valerio » 02/10/2009, 12:40

Ciao Daniele, sono contento che hai abboccato all'amo ;) Spero quindi che avrai la compiacenza di leggere questa mi risposta e darmi un feedback. Innanzitutto non solo condivido il progetto The Bandits, ma lo invidio anche, ti basta? buahah .Bene, andiamo ai punti:
La mia critica, sul progetto (frutto acerbo, etc..) risulta da un ragionamento semplice. Sul sito non è immediatamente e chiara la mission, in effetti solo leggendo bene il testo (ma chi lo fa?) si capisce la struttura del progetto. Quando penso a un progetto, lo immagino piu facile da usufruire, anche per un cliente. Immagina io cliente contatto on line subto un'account su un progetto, che puo riceve un brief da condividere con un art che convoca (sempre on line) un brain storming con un copy etcc. insomma lo work flow si svolge on line, dove l'agenzia non è solo una rete di freelance ma un soggetto vero con un mood unico e condiviso. Poi certo la grafica come dici è questione di gusto, e invece va considerata l'efficacia.

Spero di risentirti. :mrgreen: Ciao
VR
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda the Bandits » 02/10/2009, 13:27

Ciao Valerio.
Finita la scuola di grafica publicitaria la mia aspirazione era quella di fare l'art director (cosa chiedere di meglio?). Ma in 16 anni di cose ne ho viste parecchie: il CDA dell'agenzia arrivava a perdere il loro migliore cliente in modo che le azioni scendessero e lui potesse vendere le sue solamente per avere 200 milioni di vecchie lire per rifare il ponte in tec della barca.
Ho visto di cosa erano capaci assistenti per prendersi i clienti da gestire personalmente (e la Monica Lewinsky era una semplice apprendista in confronto).

Ho fatto l'art director, poi ho gestito come account i clienti (senza makettte...giuro), sono diventato account director e media strategic planner fino a quando, dal 1998, ho deciso di dedicarmi al marketing strategico. Non esiste posizione o ruolo bello o brutto facile o difficle...ma l'unica cosa vera da fare è avere potere. E, in agenzia, l'unico ad avere il potere è chi gestisce il portfolio clienti.

Difatti il cliente sposa te e non l'agenzia, sei tu il punto di riferimento...e si fidano di te. Quanti possono permettersi di rischiare sulla propria pelle?
Capisco le tue aspettative di quello che poteva essere un network ma ci sono cose da tener presenti:
io mi accollo spese di marketing, presentazioni, viaggi, ecc.
io faccio new business;
e gestisco i clienti;
io rischio e ci metto la faccia...

Quindi, dopo tutto il lavoro fatto sarei un imbecille se dessi la possibilità a chiunque di scavalcare o eludere la gerarchia...anche perchè, il network poggia su un codice etico-deontologico che i professionisti devono approvare e devono rispettare.

Non solo...
L’idea è molto semplice:
- Creare una rete di professionisti con cui condividere e sviluppare dei lavori
- Avere la possibilità di entrare a far parte di una rete professionale
- Creare una modalità di lavoro per poter “fare scuola” *ogni giorno
- Lavorare in “un’agenzia” su scala nazionale

Cosa non è:
- Un’agenzia interinale
- Un modo di passare il tempo
- Un gioco di ruolo
- Uno psicanalista su cui vomitare le proprie frustrazioni

Cosa è:
- Un luogo in cui tutti sono uguali
- Una modalità nuova di lavoro e di cooperazione
- Un incentivo per farti dare il massimo (e pretenderlo)
- Un’agenzia vera e propria
- Un posto che ti darà la possibilità di esprimerti al massimo

Regole. Solo tre cose chiedo di rispettare:
- I tuoi colleghi ed il loro operato
- Il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria
- Il mio Codice Etico (che chiaramente è il documento cui accennavo prima).

Ma per tornare alla tua domanda: io contatto le aziende. In questi anni mi sono creato una banca dati aziende di circa 450.000 contatti suddivisi per settore merceologico. Dal momento che si delinea un brief o una richiesta di lavoro, sull'esigenza dell'azienda stessa, creo il gruppo di lavoro. Immagina una sorta di Mission: Impossible.

Va da sè che ogni personaggio può avere o meno a che fare con gli altri...magari si conoscono, magari no. tante figure professionali quante lavorazioni in ballo ci sono.
Da qui, tramite un'area riservata e non visibile dal sito, si entra nel project management. Ognuno può vedere solamente la cartella del lavoro per cui è stato coinvolto e gli altri collaboratori. A seconda delle qualifiche ognuno cntribuisce con il proprio operato ed il lavoro si crea. quando è pronto lo si sottopone al cliente.

Altra cosa: il network non è meritocratico bensì, tutti devono aver fatto almeno un lavoro prima che gliene venga assegnato un altro.
Per evitare che un professionista scelga lavori più o meno simpatici o remunerativi ho appiattito tutto facendo un listino ad hoc univoco per tutti i lavori. Per cui, che uno stia lavorando per la penetteria sotto casa o per la nestlè, il suo guadagno è il medesimo.

Poi ci sono tanti altri aspetti che non sto ad elencare altrimenti facciamo notte ma sno abituato ad analizzare, trovare le lacune, otimizzare risorse, proporre soluzioni innovative per cui ho badato che tutto filasse in modo democratico.

Ad ogni modo i lavori sul sito come case history sono miei lavori personali in quanto avete trovato www.thebandits.it sul nascere.
Mi spiego. L'anno scorso è stato dedicato alla promozione dell'ufficio stampa per far conoscere il network. La notizia ha avuto effetti virali tant'è che mi hanno convocato in più agenzie chiedendomi cosa pensassi del fenomeno e come fare per arginarlo o come provvedere (per motivi professionali non faccio i nomi delle agenzie ma sono conosciute a livello internazionale).

Contemporaneamente sono arrivate le prime richieste di preventivi, le prime consulenze, ecc.
Il 2010 sarà l'anno del lancio vero e proprio...ed allora sì che troverò i cecchini ad aspettarmi.

Per questo motivo devo necessariamente misurare quanto dico, come lo dico e dove. Non potrei dire alle aziende "lascia perdere le agenzia perchè i loro collaboratori li ho anch'io a prezzi inferiori"...sinceramente, prima di tutto, ci vuole etica e rispetto per gli attori che operano in questo settore.

per questo motivo le persone che vengono selezionate devono avere requisiti perticolari: prima di tutto la formazione che per noi conta come le capacità e l'etica professionale.

Daniele
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda valerio » 02/10/2009, 15:48

Lavoro in un'agenzia che di Roma da 10 anni, ho fatto l'errore (non per me) di stare alla larga dalla gestione del potere, che si basa sulla gestione dei clienti. Da un paio di anni faccio l'Art Director, dopo anni di gavetta e comunque ad uno stipendio appena decente. L'agenzia nel frattempo si è strutturata e da un paio di anni ha scoperto l'Eldorado dei servizi di Field Marketing, bassi costi di gestione, lauti profitti, contratti di mesi o anni , quindi anche maggiore facilità di accesso al credito. Un punto critico però c'è, la gestione dei clienti diventa centrale, sopratutto la retention diventa cruciale. Io penso che i clienti non siano di nessuno, anche se in agenzia pensano di no e tanto è vero che c'e in atto una guerra fratricida tra la parte commerciale e amministrativa su chi e come deve "parlare" al cliente". Nel frattempo il settore della comunicazione (Intesa com BTL, media Design, Eventi, etc.) sta per subire forti tagli a causa degli alti costi di gestione in rapporto ai guadagni. Troppi stipendi a gente troppo specializzata che guadagno troppo, meglio un'outsourcing dei servizi di creatività gestito di volta in volta a seconda del cliente e del progetto.
Nulla da dire al riguardo, anzi per questo avevo pensato ad una soluzione simile a quella da voi adottata. Dinamicità, innovazione, costi minori, visto che poi alla fine i costi fanno vincere le gare nell'80% dei casi (almeno per la mia esperienza). E comunque rimango dell'idea che la grafica che si vede in giro sia mediamente mediocre. Quindi anche creare un laboratorio dove sperimentare nuovi o rielaborare i vecchi linguaggi poteva essere una sfida e un'occasione di crescita e chissà un punto di riferimento per il futuro.

Rispetto l'etica che ti posso dire, il mio capo mi dice sempre che l'onesta professionale non si fattura, serve solo di facciata finchè il cliente pensi che la tua agenzia lo sia, ma dietro bisogna saper affodare bene il coltello, rapidamente e senza pietà. Opinione da me non condivisa assolutamente ovvio e per cui pago con piacere sulla mia pelle (leggi busta paga :hahaha1: ) ogni giorno.
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda danirobotti » 02/10/2009, 17:21

Questo però non mi sembra incoraggiante:

"Per cui, che uno stia lavorando per la penetteria sotto casa o per la nestlè, il suo guadagno è il medesimo."

Daniele
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda the Bandits » 05/10/2009, 12:51

Certo che si...ma bada bene...si intende a parità di operazione: es. mettiamo che da listino la realizzazione di un marchio aziendale sia di 5 che lo chieda la panetteria o Nestlè il costo sarà di 5. Mi è capitato di lavorare per piccole realtà e di fare lavori pagati subito senza batter ciglio. Ed anche lavori per Nestlè che sono duranti quasi un anno remunerati a molto meno...
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda valerio » 05/10/2009, 14:35

the Bandits ha scritto:Certo che si...ma bada bene...si intende a parità di operazione: es. mettiamo che da listino la realizzazione di un marchio aziendale sia di 5 che lo chieda la panetteria o Nestlè il costo sarà di 5. Mi è capitato di lavorare per piccole realtà e di fare lavori pagati subito senza batter ciglio. Ed anche lavori per Nestlè che sono duranti quasi un anno remunerati a molto meno...

quando non capita che ti fanno fare tutto lo studio e poi segano il badget! :shock:
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda danirobotti » 05/10/2009, 15:11

the Bandits ha scritto:Certo che si...ma bada bene...si intende a parità di operazione: es. mettiamo che da listino la realizzazione di un marchio aziendale sia di 5 che lo chieda la panetteria o Nestlè il costo sarà di 5. Mi è capitato di lavorare per piccole realtà e di fare lavori pagati subito senza batter ciglio. Ed anche lavori per Nestlè che sono duranti quasi un anno remunerati a molto meno...


Con la fotografia può capitare di cedere i diritti, e questa cessione ha un costo differente a seconda che la stessa immagine sia utilizzata per un uso editoriale (ad es. fotina con breve testo in una rubrica) o commerciale (inserzione stampa, espositore o altri usi).
Immagino che nella produzione grafica la cessione diritti potrebbe non avere molto senso: un logo lo usa una singola azienda, non è che puoi rivenderlo a una terza. Per curiosità mi fate sapere se le cose stanno così ? se ci sono eccezioni.

Grazie,
Daniele
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Re: Ci vuole un'idea.

Messaggioda the Bandits » 05/10/2009, 16:40

Ciao Daniele,
in ambito fotografico il diritto sul copyright è gestito in modo totalmente differente.

Tendenzialmente per quanto riguarda la creatività e/o la consulenza - dato che prevenire è meglio che curare - la modalità è duplice:
1) fai un contratto a priori in cui metti nero su bianco che per un determinato servizio ti corrispondano una cifra prestabilita
2) nel caso ti chiamino per lavori flash, prima di cominciare un lavoro fai sottoscrivere un preventivo

Buona serata
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