Ciao Valerio.
Finita la scuola di grafica publicitaria la mia aspirazione era quella di fare l'art director (cosa chiedere di meglio?). Ma in 16 anni di cose ne ho viste parecchie: il CDA dell'agenzia arrivava a perdere il loro migliore cliente in modo che le azioni scendessero e lui potesse vendere le sue solamente per avere 200 milioni di vecchie lire per rifare il ponte in tec della barca.
Ho visto di cosa erano capaci assistenti per prendersi i clienti da gestire personalmente (e la Monica Lewinsky era una semplice apprendista in confronto).
Ho fatto l'art director, poi ho gestito come account i clienti (senza makettte...giuro), sono diventato account director e media strategic planner fino a quando, dal 1998, ho deciso di dedicarmi al marketing strategico. Non esiste posizione o ruolo bello o brutto facile o difficle...ma l'unica cosa vera da fare è avere potere. E, in agenzia, l'unico ad avere il potere è chi gestisce il portfolio clienti.
Difatti il cliente sposa te e non l'agenzia, sei tu il punto di riferimento...e si fidano di te. Quanti possono permettersi di rischiare sulla propria pelle?
Capisco le tue aspettative di quello che poteva essere un network ma ci sono cose da tener presenti:
io mi accollo spese di marketing, presentazioni, viaggi, ecc.
io faccio new business;
e gestisco i clienti;
io rischio e ci metto la faccia...
Quindi, dopo tutto il lavoro fatto sarei un imbecille se dessi la possibilità a chiunque di scavalcare o eludere la gerarchia...anche perchè, il network poggia su un codice etico-deontologico che i professionisti devono approvare e devono rispettare.
Non solo...
L’idea è molto semplice:
- Creare una rete di professionisti con cui condividere e sviluppare dei lavori
- Avere la possibilità di entrare a far parte di una rete professionale
- Creare una modalità di lavoro per poter “fare scuola” *ogni giorno
- Lavorare in “un’agenzia” su scala nazionale
Cosa non è:
- Un’agenzia interinale
- Un modo di passare il tempo
- Un gioco di ruolo
- Uno psicanalista su cui vomitare le proprie frustrazioni
Cosa è:
- Un luogo in cui tutti sono uguali
- Una modalità nuova di lavoro e di cooperazione
- Un incentivo per farti dare il massimo (e pretenderlo)
- Un’agenzia vera e propria
- Un posto che ti darà la possibilità di esprimerti al massimo
Regole. Solo tre cose chiedo di rispettare:
- I tuoi colleghi ed il loro operato
- Il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria
- Il mio Codice Etico (che chiaramente è il documento cui accennavo prima).
Ma per tornare alla tua domanda: io contatto le aziende. In questi anni mi sono creato una banca dati aziende di circa 450.000 contatti suddivisi per settore merceologico. Dal momento che si delinea un brief o una richiesta di lavoro, sull'esigenza dell'azienda stessa, creo il gruppo di lavoro. Immagina una sorta di Mission: Impossible.
Va da sè che ogni personaggio può avere o meno a che fare con gli altri...magari si conoscono, magari no. tante figure professionali quante lavorazioni in ballo ci sono.
Da qui, tramite un'area riservata e non visibile dal sito, si entra nel project management. Ognuno può vedere solamente la cartella del lavoro per cui è stato coinvolto e gli altri collaboratori. A seconda delle qualifiche ognuno cntribuisce con il proprio operato ed il lavoro si crea. quando è pronto lo si sottopone al cliente.
Altra cosa: il network non è meritocratico bensì, tutti devono aver fatto almeno un lavoro prima che gliene venga assegnato un altro.
Per evitare che un professionista scelga lavori più o meno simpatici o remunerativi ho appiattito tutto facendo un listino ad hoc univoco per tutti i lavori. Per cui, che uno stia lavorando per la penetteria sotto casa o per la nestlè, il suo guadagno è il medesimo.
Poi ci sono tanti altri aspetti che non sto ad elencare altrimenti facciamo notte ma sno abituato ad analizzare, trovare le lacune, otimizzare risorse, proporre soluzioni innovative per cui ho badato che tutto filasse in modo democratico.
Ad ogni modo i lavori sul sito come case history sono miei lavori personali in quanto avete trovato
www.thebandits.it sul nascere.
Mi spiego. L'anno scorso è stato dedicato alla promozione dell'ufficio stampa per far conoscere il network. La notizia ha avuto effetti virali tant'è che mi hanno convocato in più agenzie chiedendomi cosa pensassi del fenomeno e come fare per arginarlo o come provvedere (per motivi professionali non faccio i nomi delle agenzie ma sono conosciute a livello internazionale).
Contemporaneamente sono arrivate le prime richieste di preventivi, le prime consulenze, ecc.
Il 2010 sarà l'anno del lancio vero e proprio...ed allora sì che troverò i cecchini ad aspettarmi.
Per questo motivo devo necessariamente misurare quanto dico, come lo dico e dove. Non potrei dire alle aziende "lascia perdere le agenzia perchè i loro collaboratori li ho anch'io a prezzi inferiori"...sinceramente, prima di tutto, ci vuole etica e rispetto per gli attori che operano in questo settore.
per questo motivo le persone che vengono selezionate devono avere requisiti perticolari: prima di tutto la formazione che per noi conta come le capacità e l'etica professionale.
Daniele