Credo sia la prima volta che l'ira porti alla vittoria... a meno che tu non sia un super sayan...







Athena Promachos ha scritto:[i]
* Salvuzzo - Ira: non posso che giudicare positivamente quest'opera. L'idea dell'ira che consuma l'uomo stesso, il dolore che traspare sul volto del soggetto, il pugno chiuso quasi a volersi autopunire, lo sforzo fisico e la tensione muscolare dipingono un climax emotivo, una dolorosa scalata che parte dalla base dell'immagine fino a risalire verso l'urlo finale che sembra quasi un pianto straziante. Il tutto immerso in una luce livida, rappresentato con tinte drammatiche che si fondono con l'anima in pena del peccatore.
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). I cerchi e le linee curve che richiamano la giacca del personaggio sono puri elementi decorativi. Nulla è veramente interessante quanto se stesso per il superbo, quindi qualunque cosa al di fuori del suo corpo è mera inutilità... come il decorativismo in sè
Bisogna soprattutto pensare a divertirsi e ad esprimersi al meglio. Che gli altri vi capiscano o no, è relativo. Purchè ognuno possa guardare il proprio lavoro "negli occhi" e dire tranquillamente: "QUESTO SONO IO!" 

SalModugno ha scritto:Angela BASTA MONTARSI LA TESTA!![]()
Dal canto mio, spezzo una lancia a favore dello sfondo scuro nel mio lavoro che tanto ha lasciato perplessi: l'intento era quello di creare uno sfondo quasi anonimo, che facesse risaltare quanto più il soggetto e per estensione il concetto di superbia che esso esprime. Il superbo tende a vedere se stesso come la luce e tutto il resto è l'ombra che lui proietta (sorpresa sorpresa: ECCO IL MOTIVO DEL BAGLIORE AUREO!). I cerchi e le linee curve che richiamano la giacca del personaggio sono puri elementi decorativi. Nulla è veramente interessante quanto se stesso per il superbo, quindi qualunque cosa al di fuori del suo corpo è mera inutilità... come il decorativismo in sè
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Sugli altri non mi pronuncio. E' chiaro che ognuno ha fatto del proprio meglio e in quanto tale va premiato.Anche perchè ognuno sa nel proprio intimo che avrebbe potuto fare meglio, ma sa anche che per quanto possa dare il meglio ci sarà sempre qualcuno pronto a dirgli "potevi fare di più" quindi è una battaglia persa, non prendete mai troppo sul serio le cose.
Bisogna soprattutto pensare a divertirsi e ad esprimersi al meglio. Che gli altri vi capiscano o no, è relativo. Purchè ognuno possa guardare il proprio lavoro "negli occhi" e dire tranquillamente: "QUESTO SONO IO!"
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Se il vostro lavoro non piace nemmeno a voi, allora... BEH, POTEVATE FARE DI PIU'!


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