da the Bandits » 26/10/2009, 15:53
Allora ne approfitto...Il fumetto in primis è un linguaggio costituito da più codici (e nella definizione ci mettiamo: il segno, il colore, il tratto, chiaramente) anche se tra di essi si distinguono principalmente quelli d'immagine (illustrazione: colore, prospettiva, montaggio...) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione...).
Per il segno ed il tratto aprirei una parentesi: tendenzialmente ci perdiamo davanti a fumetti molto particolareggiati, guardiamo le espressioni dei personaggi, i lineamenti, gli abiti, ecc. Molte altre volte, invece, siamo più portati a dare importanza ai dialoghi, alla sceneggiatura, ecc.
Per cui da un lato abbiamo fumetti con tratti "semplici" (perdonate il termine semplici ma non è di tipo sminutivo) legati a vignette, barzellette, ecc. In quasti casi l'attenzione del lettore deve essere condotta sulla tematica, sulla battura, sulla narrativa...ragion per cui privilegiamo il contenuto alla "capacità" grafica. Ma BADATE BENE: un tratto tipo raf o schizzo non è significato di scarse capacità di disegno...al contrario (piccola parentesi, nella parentesi di storia dell'arte):
molti ancora si perdono dietro alla Gioconda di Leonardo da Vinci di cui tutti ne decantano doti di disegnatore...il più grande disegnatore nella storia dell'arte è stato un pazzo chiamato Salvator Dalì. I quadri che conosciamo sembrano schizzi su tela di un matto ma quello è un punto di arrivo: è una sintesi concettuale che parte da una prova di artista capace di ritrarre fotograficamente la realtà che, per motivi di traduzione, deve necessariamente trasformare i suoi tratti per un'immediatezza di significati e di concetti.
Per questa sorte di logubrazione filosofica vorrei parlare di fumetto come concetto e senza la suddivisione tra fumetto caricaturale, fumetto vignettistico, fumetto ecc.
Io personalmente sposo la definizione di fumetto che diete uno dei più grandi fumettisti americani dei primi del '900...un certo Will Eisner secondo il quale il fumetto è l' "arte sequenziale". In due parole dice tutto...
La comunicazione, ovvero il passaggio di informazioni tra uno o più individui, più è incisiva quanti canali essa usa: canale visivo (immagini), canale uditivo (suoni), canale tattile (materiali, densità, ecc.) ecc. Per le ragioni qui sopra riportate di una storia letta si un libro ci si ricorda in media molto meno che non per la stessa vista alla televisione in quanto subentrano codici sonori che arricchiscono la nostra esperienza.
L'arte sequenziale di Eisner (e qui vediamo perchè è arte) è un linguaggio visivo che fa si che il lettore si immagini il contensto, senta i rumori e si immagini anche gli odori della vicenda. Come riconoscere un fumetto fatto bene da uno fatto male? Semplice: eliminiamo tutto ciò che i personaggi dicono per vedere se dallo story board riusciamo ugualmente a capire la sequenza della storia. E devo dire che io l'esperimento lo faccio ogni volta (un po' anche per deformazione professionale: vado a togliere l'headline da un acampagna per verificarne la sua forza comunicativa).
Se qualcuno avesse voglia di approfondire il discorso consiglio il volume Capire il Fumetto - L'arte invisibile, saggio scientifico sul fumetto realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud. E' una testimonianza per confermare che il fumetto NON ha solamente fini narrativima può essere utilizzato anche a scopi non narrativi (un esempio è dato dalle illustrazioni per spiegare il procedimento di una ricetta sui libri di cucina o per i libretti di istruzioni dei telefonini, ecc.)
Mister McCloud da una sua definizione di fumetto: «l'insieme delle immagini e altre figure giustificabili in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore».
Qusta definizione, oggi più che mai, trova una sua apparteneza e plausibilità in quanto appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un'era che è cominciata con la pop art in cui gli artisti affiancano le loro visioni alla grazia e alla poesia dell'art déco e dell'art nouveau, per approdare al (relativamente) recente fenomeno del vintage.
Per collegarmi al mio posto precedente con l'esempio della nascita del fumetto erotico: il fumetto nasce per gli adulti (in quanto i film erotici non erano ancora permessi dalla legge: se vedete i primi film in bianco e nero anche i baci erano "banditi"), diventa poi cibo per l'infanzia, ritorna ad essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile. Nonostante l'espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, accompagna ancor oggi - fino a dettarne in molti casi ritmi, tempi e modi la vita quotidiana.
A proposito di vita quotidiana...chi è lombardo come me avrà visto in Valcamonica le incisioni rupestri: ovvero dei codici di comunicazione sottoforma di fumetto attraverso i quali gli uomini della preistoria comunicavano tra di loro...quindi per essere pignoli la data di nascita del fumetto è da attribuirsi a qulche millenio prima del Cavliere oscuro (vero nome della serie di Batman).
Ma la nostra discussione non era di certo legata a termini o classifiche di datazione...
Per coloro che credono che un fumetto sia creare un personaggio dal niente su carta bianca vorrei puntualizzare alcune cose...che per assurdo è più semplice fare un film di un fumetto...non ci credete? Bene, comparse e stunt man esclusi per la realizzazione di una storia a fumettiservono diverse figure che si occupano delle varie parti che compongono l'opera:
- il soggettista, che scrive il soggetto (la descrizione globale della storia, da usare come linee guida per la sceneggiatura);
- lo sceneggiatore, che scrive la sceneggiatura (la descrizione di ogni singola vignetta, delle inquadrature, ambienti ed azioni dei personaggi che verranno passate al lavoro grafico del disegnatore);
- il dialoghista, che si occupa della stesura dei dialoghi;
- il disegnatore, che si occupa dell'elaborazione grafica della storia a fumetti a partire dagli studi dei personaggi e delle ambientazioni, attraverso documentazioni più o meno complesse o attinenti, in base al pubblico a cui la storia è indirizzata e successivamente compone le gabbie o strisce in base alla sceneggiatura di riferimento. Il disegnatore può avere uno staff di collaboratori che sviluppano i disegni sotto la sua supervisione.
- altre figure da contorno per revisione, correzioni, ecc.
- l'inchiostratore, che si occupa dell'inchiostrazione delle tavole a matita del disegnatore, con inchiostro di china.
- il colorista, che colora le vignette, quando la versione finale del fumetto non è in bianco e nero (questa figura è più importante di quanto si pensi, perché occorre molta perizia per non rovinare l'espressività del tratto del disegnatore e la tridimensionalità del disegno);
-il letterista, che realizza il lettering, ovvero i testi all'interno delle nuvolette in buona grafìa - oggi il lettering è spesso realizzato al computer, con risultati esteticamente buoni ma privati di un po' di espressività (leggendo il forum ci sono letteristi che usano l'Arial al posto dell'Helvetica ma questo è un altro post);
- il copertinista, che realizza l'illustrazione che in copertina apre l'albo;
- supervisore (ma, essendo un prodotto stampato...parliamo di editor), che controlla e coordina il lavoro;
- il grafico editoriale è al centro della una redazione: cura l'impaginazione del fumetto e dei redazionali su formato digitale. Il più delle volte è lui che si occupa del lettering del fumetto. In casi particolari cura anche le fotomodifiche;
- l'editore, ultimo ma non per importanza, è colui che produce e investe sul prodotto fumetti, sceglie i disegnatori ed il tipo di lavoro da pubblicare in base ad un certo pubblico e mercato...una sorta di produttore all'interno di una casa di produzione o impresario in termini cantieristici.
In certi casi alcune figure confluiscono in un'unica persona. Non è raro ad esempio che lo sceneggiatore scriva anche il soggetto e i dialoghi o che la colorazione o l'inchiostratura vengano realizzate dal disegnatore. La sceneggiatura stessa può essere scritta dal disegnatore, fino ai casi estremi di Jacovitti, o del francese Moebius che pur diversi nello stile, iniziavano a disegnare senza alcuna sceneggiatura a cui fare riferimento.
Il fumettista completo è spesso chiamato Autore, ed è colui che ha la maggiore libertà nell'elaborazione di un fumetto, il che lo accosta maggiormente al mondo dell'arte.
Che dire d'altro? Le forme di fumetto? C'è chi le ordina per:
- fumetti Disney
- fumetti di super eroi
- fumetti di fantascienza
- fumetti manga
- fumetti comics
- fumetti western
- fumetti erotici
- ecc. ecc.
A mio avviso di fumetto ce n'è uno: quello che ci appassiona, quello di cui ci innamoriamo, quello che ci sconvolge la vita e dall'oggi al domani ci porta ad intraprendere anche in modo attivo l'arte sequenziale.
Spero di aver messo un pochino di brace sul fuoco ;-)
P.S. Anni fa mi dilettavo in vignette ma...vedendo i lavori che postate voi ragazzi su questo forum...sono contento di aver preso la via del marketing strategico e della comunicazione perchè con dei concorrenti così...non avrei avuto chances.