Buon giorno a tutti.
Innanzi tutto mi scuso per non essere sintetico ma, haimé non sono un copy.
Ieri sera mentre controllavo le statistiche al sito ho visto che in questo mese ci sono stati il 243% di utenti univoci in più…così, sono andato a controllare nei particolari ed ho visto che tra i tanti siti di riferimento c’era anche questo…così sono venuto a curiosare.
Prima di tutto vorrei ringraziare Valerio che ha postato questo argomento. Faccio una premessa: lavoro nella comunicazione da oltre 16 anni. Per mia scelta ho sempre cercato di lavorare nelle piccole agenzie in quanto offrivano la possibilità di poter imparare più figure rispetto le grandi agenzie in cui, facendo solamente advertising, se entravi come art director facevi solo quello…ma la cosa brutta è che se fai l’art director per il settore auto, ti occupi solo di un determinata casa di produzione ma non a 360° bensì sei sui prodotti per concessionari o per i privati perché per le altre sezioni c’è un altro art director. E se tu volessi occuparti di fashion? Impossibile in quanto per quel settore c’è un’altra gerarchia di professionisti. Risultato? Che la creatività di un professionista non solo è limitata dal “Credo” di agenzia ma è anche castrata dal baronato delle big agenzie.
E le dinamiche del settore le conosco bene in quanto ho prestato consulenze in moltissime delle big! Quando un’agenzia si sposta per andare da un fornitore ci sono: account executive, senior account e junior account, art director e junior, art buyer ed un responsabile…oltre al PM dell’azienda…il quale, se è una persona di marketing dovrebbe porsi la domanda (lecita) “ma nel costo della creatività dell’agenzia, io devo pagare tutta questa gente che viene a perdere una giornata mentre parla di auto, di vacanze, ecc.?”.
Per non parlare del fatto che se sei seguito da un creativo il risultato che ti darà nel corso degli anni non potrà cambiare di molto, ragion per cui le aziende cambiano in media ogni tre, quattro anni agenzia. L’agenzia dal canto suo, non potendo licenziare i suoi collaboratori, ha eserciti di free lance per potersi mantenere il cliente.
I grandi tagli delle aziende negli ultimi due anni hanno certamente intaccato il settore degli investimenti in pubblicità, ragion per cui le big agenzie senza budget hanno dovuto chiudere sezione intere produttive. Non dimentichiamoci di un’altra cosa: l’agenzia fa solamente advertising (per un motivo molto stupido: era il mezzo che più di tutti remunerava).
In un clima di questo tipo l’unico modo che un’agenzia può avere per:
- rimanere concorrenziale,
- avere professionisti freschi per ogni lavoro,
- avere professionisti per ogni tipologia di servizio,
è la destrutturazione dell’agenzia stessa: ovvero l’abbattimento dei costi fissi…ciò muri, spese gestionali, affitti, personale, ecc.
Per questo motivo l’anno scorso ho aperto il primo network italiano di professionisti…www.thebandits.it
Si, sono io l’artefice del soggetto che ha dato inizio a questi dibattiti.
Va da sé che non qui per fare polemica né per giustificare anche perché sono sostenitore del detto per cui non importa se si parla bene o male ma l’importante è che se ne parli. Però non dobbiamo dimenticare la web reputation: Internet è di sicuro il mezzo di massa per la diffusione esponenziale di messaggi…ma non tutto è sempre oro colato. Difatti la grande cosa da fare per un utente è quella di testare la veridicità di quanto si legge.
Condivido tutto quello che dice Valerio, le sue perplessità e una sorta di desiderio di poter sperare che il settori ritorni a vivere di qualità e non di sufficienza.
The Bandits ha 160 professionisti ed uno dei motivi per cui è nato è che ad oggi, una volta terminati corsi di specializzazione, università e master, l’unico modo per poter fare apprendimento è lo scontro con professionisti complementari. I gruppi di lavoro che si creano su the Bandits vengono scelti per diversità delle tipologie di lavoro fino ad oggi seguite, in modo che ci si possa cimentare in settori differenti ogni volta.
E non crediate che sia tanto differente da un’agenzia…ci sono le stesse identiche figure professionali ma, anziché avere un organigramma piramidale ce n’è uno orizzontale in quanto ognuno è responsabile del proprio operato.
Ad Alessandro vorrei dire che, contrariamente a quanto pensi, non è assolutamente difficile da gestire la cosa…anzi, è molto più semplice in quanto i rapporti tra collaboratori sono più trasparenti e non si è influenzati dall’ambiente di lavoro o dalle simpatie tra colleghi o dalla minigonna della segretaria…quando si lavora bisogna produrre.
graffithouse ha scritto:purtroppo in italia ci sono delle limitazioni mentali per la quale non si potrà a mio avviso ancora applicare
In Italia l’unica cosa che importa in ambito lavorativo è RISPARMIARE e non tanto come o da chi è rappresentato il tuo fornitore/cliente. Conosci il leader di mercato per i prodotti della pulizia delle auto? E’ Mafra. È una sdf ovvero una Società di Fatto. Quale istituto bancario o creditizio le avrebbe mai concesso dei prestiti milionari per investire in tecnologia o ricerca ad un’azienda che non fosse di capitali?
Se mi presento come Tizio o come Caio Srl al cliente cosa cambia? Al massimo è l’ufficio amministrativo che vede la mia ragione sociale.
Re: Ci vuole un'idea.
di valerio » 16/09/2009, 15:25
eccola!
http://www.thebandits.it/index.htm" target="_blank" target="_blank" target="_blank
Un agenzia virtuale, almeno cosi si presentano. Ma sembra ancora un po abbozzata e con un design discutibile e quindi il frutto sembra ancora acerbo.
Il fatto che ce ne sia una e lavori non dovrebbe essere scoraggiante, anzi!
Caro Valerio due precisazioni: stiamo parlando di virtuale? Ok, quindi il nostro medium di diffusione è internet. Tutto ciò che è relativo all’indicizzazione sui motori o le ragioni per cui i potenziali clienti vengono sul tuo sito è per i contenuti e non per il design. Bello? Brutto? Semplici ed inutili considerazioni in quanto bello o brutto sono concetti soggettivi. La professionalità è invece un dato di fatto. Oggi tutti vogliono design accattivanti, tutto in Falsh: rotture di scatole interminabili. Guardate la media delle statistiche dei vostri e guardante in quanti vi skippano la presentazione fantomatica che vi è costa tanta fatica (non sto parlando di voi nello specifico ma in generale…non voglio offendere nessuno né fare polemiche..bensì portare dei dati veritieri di riferimento)…anche perché poi l’algoritmo di Google (l’ultimo) non indicizza i siti in Flash.
Frutto acerbo? Da cosa lo deduci? Non sei un mio collaboratore, non conosci il project management che regge il sito…Magari la tua impressione è data da un giudizio semplicemente grafico…non saprei. Ma per un progetto come questo, che gestisce oltre 163 professionisti che lavorano nelle più grandi agenzie internazionali…il primo problema è quello di evitare che i loro datori di lavoro lo vengano a sapere per evitare che vengano licenziati.
Ragion per cui ti posso fin d’ora garantire che il sistema non fa una grinza ed ha una buona base stagna d’appoggio e di sviluppo.
Re: Ci vuole un'idea.
di graffithouse » 16/09/2009, 15:44
io intendo nel senso che il cliente quando ti offre un lavoro, vuole sempre avere ragione, e si comporta come se fosse un capo che ti sta incollato alle calcagna.
il sito che hai fatto vedere è simpatico, peccato che predichino bene ma razzolino male, visto che hanno una sede legale ben definita, e molto similare ad una grande ufficio, diciamo che stanno cercando di lavorare con soli freelance.
non asprei, come bozza sembra buona!
Innanzitutto la sede legale non è definita…ancora una volta si da più importanza alle immagini che non ai contenuti. Il posto che hai visto in foto è uno studio fotografico che al suo interno ha deciso di creare una sorta di venture capital: affitta uno spazio ad un’azienda di design scandinavo, una parte ad una casa di produzione, una parte ad un archivio fotografico ed un’altra ad un’azienda di traduzioni. Per tutti c’è la possibilità di usare spazi comuni previo un avviso ed una sorta di affitto simbolico per il determinato evento. Va da sé che la struttura tramite il nostro sito affitta regolarmente gli spazi espositivi.
Pr tornare al discorso di sopra, ad oggi non esiste ancora una ragione sociale vera e propria in quanto, volendo, entro la fine del 2010 lanciare il network con un’azione di guerrilla a cui sto pensando, devo valutare i rischi e le sanzioni a cui andrò incontro sia da persona fisica che da società. Quindi a livello commerciale e fiscale, mi appoggio ad una società di cui sono co-titolare che offre servizi complementari a quelli di the Bandits.
e poi, un agenzia si regge in piedi con i piccoli lavori, e si fa una buona fama con grandi clienti.
non dimentichiamo che il passaparola è ancora alla base di questo lavoro.
Come per tutte le aziende: il 20% dei tuoi clienti ti fa fatturare l’80% e viceversa. Per gestire tanti piccoli lavori devi avere le risorse che te le producano (e che hanno un costo). Ma poi subentra un altro problema: lasci perdere i piccoli clienti per dedicarti al grande che contribuisce al tuo fatturato. E sei poi lo perdi? Questo per dire che le aziende devono essere dirette e gestite da una coscienza responsabile che sappia prevedere ogni cosa…ma qui, scusate, entriamo in ambito ingegneria gestionale mentre noi vogliamo parlare di agenzia di comunicazione.
Caro Valerio…dato che affermi
Come vedi ti quoto in toto! Ma ti posso garantire che questa agenzia finta virtuale ha gia fatto parlare di se pure essendo mal veicolata. Io penso che si può fare di meglio.
Vorrei sapere cosa ti fa presumere che sia “finta virtuale”. Perdonami ma NON sai proprio nulla. Se sventolassi tutto sul sito, intranet, project management, nomi dei collaboratori, lavori in corso suddivisi per team, work in progress, sarei un c...one e non un professionista.
Per quelle che sono le tue considerazioni su come sia stata veicolata non intendo replicare bensì fare delle considerazioni (magari conosci i perché ed i per come di the Bandits e ti occupi di media strategic planner):
c’è un network di professionisti.
Questi professionisti lavorano in agenzie (per cui sono retribuiti).
Questi professionisti possono lavorare per il network per clienti che hanno le loro stesse agenzie.
Il network guadagna e fa spendere al cliente il 30% in meno rispetto l’agenzia dei baroni.
Le agenzie inventano le gare per vincerle e millantare clienti.
Le aziende ne hanno le palle piene.
Tu come lo veicoleresti un discorso del genere? Dichiareresti guerra aperta a tutte le agenzie (pensaci bene prima di rispondere)? Correresti il rischio di mettere nei guai un collaboratore con il proprio datore di lavoro?
Per la veicolazione su come cosa e dove fare chiaramente potremmo aprire un dibattito. Mi metto io stesso in discussione…ma, come titolare e attualmente impiegato da un’altra parte devo tenere conto che investire costa e quindi tutto è in funzione di quello. Non solo: se andiamo a prendere riviste come Pubblicità Italia parla si di agenzie…ma sono le stesse che fanno i contenuti…un po’ come il Grand Prix della pubblicità: chi lo organizza è la stessa struttura che vince i premi…la casualità!
La stampa specializzata ha dedicato articoli al network (Media Key, MarkUp, Prima Comunicazione, Business Media).
Ne hanno parlato molte webzine, periodici ed anche quotidiani . Subito dopo le pubblicazioni dalle statistiche del sito c’era il picco.
Ma non posso avere la presunzione che tutti i professionisti d’Italia leggano le riviste specializzate del loro ambito di lavoro…per cui può essere che ti sia sfuggita qualche pubblicazione.
Sul fatto che tu possa pensare di poter far meglio come risultati (stiamo parlando di risultati conseguiti a costo ZERO, ovvero senza spendere nemmeno 0,50 €)…vorrei che mi inviassi un preventivo per una consulenza ed un relativo progetto in cui vai a proiettare dei risultati a medio e lungo termine.
Ma non si può prendere tutto sempre come oro colato…sono pur sempre un bandito.
Grazie per avermi dato la possibilità di poter dare delle “delucidazioni”.
Grazie per la pazienza.
Grazie per l’attenzione.