set 29, 2011

I tre passi dello sceneggiatore: il soggetto

fumetti

Con questo articolo intendo inaugurare una sorta di trilogia di testi contenenti brevi indicazioni sui tre passi fondamentali che uno sceneggiatore (o aspirante tale) dovrebbe, a mio avviso, compiere per poter produrre una buona sceneggiatura per una storia a fumetti.

Premesso che l’inventiva è un dono e che l’originalità è ormai rara, non intendo, con questi miei scritti, stilare una lista formale e accademica dei punti cardine di ogni grande sceneggiatore, anzi. Per quanto mi riguarda ci sono cose che non si possono insegnare nemmeno nelle scuole, e la sceneggiatura è una di queste. Si può solo provare ad illustrare la propria tecnica in base all’esperienza personale ed è quello che farò io. Niente di più che un’estrazione di quelli che ritengo i passaggi fondamentali che mi ritrovo a ripercorrere ogni volta che penso ad una storia.

Indubbiamente, che si tratti di fumetto, film o romanzo, il primo di questi passi è il soggetto. Per soggetto si intende l’idea di fondo, la materia grezza, l’illuminazione che ha colpito l’autore e che viene fissata su carta, cosicché non le sia più possibile scappare.

Escludendo le folgorazioni “archimediane”, ci sono diversi aspetti dal quale si può partire per stendere un soggetto. Primo tra tutti, il genere narrativo che si intende omaggiare.

Stabilendo se si desidera realizzare un fantasy, un thriller o una commedia ci si pone dinnanzi ad una serie di elementi che caratterizzano il genere in questione e che forniscono automaticamente uno stimolo a sviluppare determinati concetti, tematiche e a costruire un certo tipo di personaggi. Ad esempio, se si sceglie di sceneggiare una storia fantasy, sarà il genere stesso a suggerirci chi potrebbero essere i personaggi della nostra vicenda: maghi, cacciatori di draghi, cavalieri, troll, folletti. Stessa cosa per l’ambientazione. Mentre un racconto fantasy suggerisce un’ambientazione irreale e quasi sempre legata al periodo medievale, in un noir si predilige il contesto urbano, magari con un tocco di underground. Ovviamente partire dal genere significa imporsi dei limiti, cosa che, in un fumetto, non è sempre necessario. Un racconto a fumetti ha la proprietà di poter generare uno stile nuovo, pieno di suggestioni e caratteristiche che in un film o in un romanzo sarebbero bocciati in quanto ritenuti fuori luogo.

Archimede

Un altro punto di partenza per un soggetto può essere l’idea del protagonista. Spesso capita che, leggendo un libro o guardando un film, ci si imbatta in un personaggio molto interessante in quanto carico di potenzialità che stimolano la fantasia di un autore. Si immagina di farne il protagonista di una storia tutta sua e si comincia, così, a definirlo meglio. Le peculiarità con cui lo si arricchiranno spesso diventano i tentacoli che terranno fermi i tasselli della storia di fondo. Dotandolo di un carattere difficile, ad esempio, lo si può immergere in situazioni semplici e lasciare che sia lui a complicarle e a conferire interesse alla storia.

Ancora, si può partire da una vicenda preesistente. Si può procedere con una parodia, una drammatizzazione o, talvolta, con un colossale stravolgimento che finisce per rendere irriconoscibile lo stimolo di partenza. Si finisce per costruire per stratificazioni e l’input diventa solo il pretesto per iniziare a tessere la tela.

Una volta deciso il soggetto, bisogna avere la certezza che funzioni. Bisogna sviluppare in breve l’intera storia, come fosse il riassunto di qualcosa di già visto, solo che questo qualcosa, nel nostro caso, si trova nella nostra testa e possiamo “vederlo” solo noi. Si identifica quindi il tema centrale e si immaginano gli eventi più significativi ad esso collegati. Ogni evento deve procedere in un certo modo e quindi occorre che i personaggi che li vivano siano condizionati nelle loro scelte, perché sono loro (non mi stancherò mai di dirlo!) a fare la storia.

Nasce quindi la figura di chi ostacola, chi aiuta, chi agisce in veste di protagonista. Nascono i personaggi, con i loro interessi personali, la loro voglia che le cose vadano in un certo modo e tutto quello che saranno disposti a fare affinché le cose volgano a loro favore. Talvolta alcune scelte potranno apparire insensate, ma sono indispensabili per l’andamento della storia. Occorre quindi che l’autore sia capace di motivare in modo convincente quelle scelte immotivate, aggiungendo altri personaggi, background particolari, caratteristiche psicologiche nuove nelle menti delle sue figure. Perché un uomo assassinato, morendo, dovrebbe scrivere col proprio sangue una parola apparentemente prima di logica ma che è in realtà parte di un rompicapo, anziché scrivere semplicemente il nome di chi l’ha ucciso? O perché, se esiste un oggetto di immenso potere che tutti i personaggi della storia tentano di agguantare, fino a quel momento non se l’era filato nessuno? E perché un ragazzo che si ritrova improvvisamente dei superpoteri decide di diventare un supereroe anziché l’uomo più ricco e famoso del mondo?

scrivere il soggetto

Delineati i tratti fondamentali della storia, si procede alla stesura scritta del soggetto. Va ricordato che questo passaggio è comune a qualunque tipologia di arte narrativa, dalla letteratura al cinema, quindi il nostro risultato finale sarà il sunto di una storia che potrebbe essere rappresentata ovunque. A meno che non stiate scrivendo il soggetto più surreale del mondo e finiate per ideare una storia talmente assurda (ma non per questo da scartare!) che non potrebbe diventare altro che la sceneggiatura di un fumetto!

 

Laureato in grafica d'arte presso l'Accademia di Belle Arti di Bari. Vignettista, caricaturista e illustratore per il mensile locale "L'Altra Molfetta". Appassionato di fumetti, letteratura e animazione.
Sal Modugno
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