Intervista a Dino Amenduni: coordinatore dello staff sui social media di Nichi Vendola

dino_amenduni

Dino Amenduni, 26 anni, è responsabile nuovi media e consulente per la comunicazione politica di Proforma di Bari.

È il coordinatore dello staff social media di Nichi Vendola ed è stato coordinatore di EmiLab, staff di campagna elettorale di Michele Emiliano, Sindaco di Bari (2009). Laureato in Psicologia della Comunicazione con Master in Marketing, è anche giornalista pubblicista e blogger de Il fatto Quotidiano.

Quali sono i canali di comunicazione politica che gestisci e cosa concretamente fai? Ci descrivi una “giornata tipo”?

Sveglia alle 8 con caffè e lettura dei giornali online. Primo giro di aggiornamento delle pagine che amministro. Poi mi sposto in ufficio e continuo così per tutta la giornata, leggendo e aggiorando, mandando mail e ascoltando, lavorando anche per altre attività di Proforma non direttamente collegate con la comunicazione politica. Infatti, nell’agenzia dove lavoro, seguo non solo (tutte) le commesse di comunicazione politica ma anche tutte le richieste di consulenza strategica e operativa sui nuovi media per aziende o istituzioni. La giornata raramente si chiude prima delle 21 e ancor più raramente prevede una pausa pranzo.

Qual è il percorso professionale che ti ha consentito di essere (a soli 26 anni) il coordinatore dello staff sui social media di Nichi Vendola?

Il mio percorso professionale nasce da una fortunata coincidenza. Conoscevo Proforma da appassionato di politica e da studioso di psicologia della comunicazione e la mia tesi di laurea riguardava i comportamenti di voto dei newcomer (quelli che votano la prima volta). Era una tesi sperimentale e avevo l’obbligo di svolgere 250 ore di tirocinio formativo, dunque ho proposto loro uno scambio: i miei dati in cambio dell’ospitalità per il tirocinio. Dopo questa esperienza non ci siamo lasciati più. Poi è arrivato EmiLab, il comitato elettorale under 30 a sostegno di Michele Emiliano, che ho avuto il privilegio di coordinare. È stata l’esperienza professionale più bella e importante della mia vita. Dopo quel successo, in cui il ruolo dei social media è stato determinante lo staff di Vendola ha ritenuto che fossi la persona giusta per svolgere quell’incarico per lui e così, da un anno, ricopro questo ruolo prestigioso.

Quali caratteristiche personali ritieni siano necessarie per svolgere questo lavoro?

Non voglio disegnare profili personali, sarebbe sbagliato e anche arrogante. Di sicuro è sottovalutata la sensibilità politica come aspetto fondamentale di chi svolge questa professione. Se si pensa che un responsabile dei social media di un politico possa venire semplicemente dal mondo dell’azienda senza conoscere i meccanismi della politica, rischia di passare per sprovveduto o di commettere errori gravi di valutazione o, ancora, di non valorizzare i contenuti davvero importanti.

Quanto, a tuo giudizio, il social media marketing può influire sul successo elettorale di un candidato?

La comunicazione sui social media (meglio del concetto di social media marketing, più legato alla comunicazione aziendale) può essere decisivo per il successo di un candidato ma non può sostituirsi alla politica. Se ci sono le idee, i contenuti, il sostegno dei giovani e della comunità locale, i social media fungono da ulteriore sostegno e rinforzo. Ma su Facebook, come su altri mezzi, il consenso non si può costruire artificialmente.

Per concludere, ci racconti un aneddoto, un evento curioso, una situazione particolare nella quale ti sei trovato a causa del tuo lavoro?

Mi è successo che scrivendo un commento a un link pubblicato sulla mia bacheca privata di Facebook (visibile solo dai miei amici) sono finito al TG5, mi viene da ridere, ma quel giorno fu pazzesco. Quando Berlusconi disse: “Meglio guardare le belle donne che essere gay“, pubblicai il link con l’uscita del Premier sulla mia bacheca personale di Facebook aggiungendo il commento: “Berlusconi, hai deciso che Nichi sarà il tuo avversario. Ti daremo la morte“. Questa espressione, che in barese vuol dire “non ti daremo tregua” ed era riferita al lavoro e alla politica, nelle altre parti di Italia può suonare come una minaccia. E così un commento scritto sul mio profilo è diventata prima un’agenzia di stampa e poi una citazione al TG5, in cui è stato detto: “Macabro il commento di Dino Amenduni, dello staff di Nichi Vendola…“.

Link:
Facebook
Twitter
Blog Fatto Quotidiano

Laureata in Scienze della Comunicazione ed in Comunicazione e Multimedialità con il massimo dei voti, ulteriormente specializzata nell'applicazione dei nuovi media per la formazione, appassionata di e-learning, editoria, new media e comunicazione digitale. Autrice su vari siti web, è responsabile marketing presso una casa editrice di prestigio nazionale. Co-amministratore di GraphicBoulevard.com, si occupa della sezione new technologies, comunicazione, marketing e social network.
Valentina Pappagallo

Cerchi argomenti simili?

Leave a comment

Seguici su:

Newsletter

Top Download

promuovi la tua scuola di formazione

Archivio

Wikio - Top dei blog - Design

Segnalato su:

Collegati