Intervista a Sal Modugno, fumettista e illustratore
Vi proponiamo con un mix di orgoglio e piacere l’intervista a Salvatore Modugno, giovane e promettente fumettista “Made in Puglia” e Autore GraphicBoulevard.
Chi è Salvatore Modugno?
Il tizio che sta rispondendo a questa domanda, credo. In buona sostanza è un mentecatto di ventitrè anni che crede di vivere in un mondo irreale in cui basta volere le cose per ottenerle, senza però perdere di vista dei valori fondamentali; uno a cui le batoste non bastano mai a farlo desistere e a riportargli la testa giù dalle nuvole; uno che è cresciuto troppo in fretta fuori e per nulla dentro.
Insomma, una gran brutta persona!
Quando nasce la tua passione per i fumetti?
Bella domanda! Uno si aspetta che risponda “da quando ero bambino”, invece no! Il mio primo fumetto vero l’ho realizzato a quindici anni per un modulo scolastico. Prima d’allora mi limitavo a disegnare personaggi che però non vivevano alcuna avventura. Ero talmente pigro che immaginavo che, prima o poi, qualcuno li avrebbe animati per me. La mia passione per le storie disegnate nasce dai cartoni animati non dai fumetti, quindi si può dire che un bel giorno mi sono rassegnato al fatto che non si può creare un cartone animato da soli e mi sono interessato alla più abbordabile arte del fumetto. Ma posso dire di averlo fatto in modo serio, perché mi sono messo a studiare parecchio i maestri del fumetto italiano e americano e oggi so un bel po’ di cosucce senza avere mai frequentato alcuna scuola particolare!
Il tuo fumetto preferito?
Domanda difficilissima! Fino a tre o quattro anni fa avrei risposto senz’altro “Batman!”. Ma con la maturità cogli molti aspetti interessanti in fumetti di cui non sospetteresti mai la profondità. Batman mi piace sempre tantissimo, ma ormai divide il podio coi Peanuts, con One Piece, coi capolavori di Jacovitti, con Lupo Alberto, con Cattivik, V for Vendetta… e un sacco di altra roba!
Di cosa ti occupi attualmente?
Sto conseguendo la laurea specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Bari e, in concomitanza, mi dedico alla pubblicazione dei volumi della mia saga a fumetti, “Mister Villain”. Nel mentre, metto a punto piani avveniristici per la conquista del mondo!
Il personaggio che avresti voluto disegnare tu?
E qui rispondo “BATMAN!” per molti motivi. Primo tra tutti perché è diventato un’icona intramontabile, pur avendo attraversato periodi piuttosto infelici. Secondo perché, dopo aver visto come disegnava Bob Kane quando lo creò, mi sento un po’ la sua reincarnazione. Parecchie persone, quando leggono le prime storie di Batman, ridono sui disegni di Kane e sull’ingenuità delle storie, ma io dico: “carissimi, senza quell’uomo che non si è mai vergognato delle sue lacune in ambito artistico e che tirava fuori dal cilindro un personaggio più buffo dell’altro, oggi non avremmo il Joker, il Pinguino, Catwoman, lo Spaventapasseri e tutti quei cattivi che hanno fatto la storia del fumetto mondiale!”. Riconosco che erano altri tempi, ma io vedo in Kane e nella sua creatura la perfetta sintesi della grandezza di un fumettista al di là dei suoi limiti grafici. Perché un fumetto è soprattutto originalità.
A quali disegnatori ti ispiri maggiormente?
Ce ne sono un sacco! Con la mia avversione innata per l’arte del copiare (che, lo riconosco, mi ha penalizzato sotto certi punti di vista) ho sviluppato una memoria molto ricettiva. Ogni volta che avevo tra le mani una storia di cui mi piacevano i disegni, ne osservavo e immagazzinavo alcuni dettagli che, rimescolati, hanno generato quello che è il mio stile attuale. Nei miei disegni ci trovate pezzi di Matt Groening, di Silver, di Bonfatti, di Oda, di Jac…
Sappiamo che hai pubblicato per la casa editrice Arpanet “Mister Villain”. Chi è costui?
Mister Villain è uno scienziato apparentemente pazzo ma realmente determinato ad inseguire il suo scopo, vale a dire quello di salire alla ribalta in qualità di temutissimo supercattivo. Vive in un mondo popolato di supereroi e supercriminali e questo non lo aiuterà di certo ad emergere. La sua indole perfida e la sua inarrestabile tenacia lo portano a commettere azioni irreversibili, come la sua trasformazione permanente in un letale cyborg. I suoi avversari saranno temibili quanto lui, forse perfino di più, ma credo che questo renda solo la saga più appassionante, no?
Com’è facile intuire, la sua vita è progettata come un percorso, la strada che ognuno di noi percorre inseguendo questa o quella chimera, una strada costellata di cadute, fallimenti, umiliazioni.
Come risposta alternativa, posso dire semplicemente “Mister Villain sono io”.
Cosa pensi del concetto comune di molte persone: fumetto = roba per bambini?
Penso che certi concetti siano una delle tante vergogne del nostro Paese, che si vanta tanto di essere stato la culla della cultura. Si vede che qualcuno ha rovesciato la culla e l’infante ha picchiato violentemente la testa.
In altri paesi il fumetto è un vero e proprio culto, una forma di letteratura al pari di quella classica, si potrebbe definire quasi la letteratura del terzo millennio. È un fenomeno che permea molti aspetti del quotidiano, che influenza molte sfere sociali, che tratta temi vari con la stessa allegoria con cui, un tempo, si trasmettevano i valori ai bambini attraverso le fiabe, si coniavano i proverbi o si cercava di spiegare i fenomeni naturali costruendo interi mondi popolati di divinità con poteri incredibili. La maggior parte dei fumetti in circolazione nemmeno verrebbero capiti dai bambini. Figuriamoci, che spreco!
Come vedi il settore dei fumetti in Italia?
Elitario, inaccessibile. Poco aperto al nuovo, molto attento alla forma e meno alla sostanza. Ovviamente la forma perde importanza se si tratta di importare fumetti dall’estero, ma questa è un’altra storia.
Hai qualche progetto per il futuro che vuoi condividere con noi?
A parte la collaborazione con GraphicBoulevard? Beh, non saprei… Mister Villain è piuttosto totalizzante, ma stavo pensando anche ad una raccolta di striscie di un altro mio personaggio. Solo che finora ne ho realizzate solo tre e vorrei potermi sdoppiare per portare a termine sia quella, che gli studi, che la saga di Mister Villain. Facciamo che, per scaramanzia, non dico nulla?
Cosa suggeriresti a chi vuole fare il tuo lavoro?
Quale lavoro? Se intendi il fumettista, innanzitutto grazie per averlo chiamato lavoro! Poi, che dire? Molti oggi credono di poter fare fumetti guardando un singolo autore e provando ad imitarlo in eterno. Quindi la cosa che consiglio maggiormente è di dedicarsi allo studio serio del fumetto, in ogni suo ambito, con speciale attenzione a chi ha fatto questo mestiere prima di noi. Solo avendo una buona cultura nel campo si può prendere seria coscienza dei punti di forza e di debolezza di questa forma d’arte. E poi di leggere molto! La letteratura aiuta parecchio, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura!
Hai ancora sogni nel cassetto?
Non so, forse scrivere un libro. Mi piacerebbe farlo. E poi, ovviamente, di fare di Mister Villain il mio lavoro e di vederlo realizzato in tutto e per tutto come i grandi fumetti di successo. Non ci avrei scommesso all’inizio, ma in questi due anni i riscontri sono stati positivi da parte di chi l’ha letto e comincio a credere che valga seriamente qualcosa.
Non sarebbe figo vederlo alle grandi fiere di comics, con stampe e ristampe, action figures, gadget vari mentre ragazzini sovrappeso e nerd brufolosi si picchiano per arrivare ad accaparrarsi il nuovo volume in anteprima mondiale? Morirei sereno se vedessi una scena simile!
Quesiti a bruciapelo
- Ciò che non faresti mai: il calciatore!
- Cosa ti fa più paura? L’imprevisto.
- Il giorno più bello della tua vita: Non l’ho ancora vissuto.
- La persona che stimi di più: SA.ETT.A.
- Un tuo pregio: Non mi lego mai a nulla.
- Un tuo difetto: Non mi lego mai a nessuno.
- Libro sul comodino: ‘Dracula’ di Bram Stoker.
- Personaggio storico: Martin Luther King
- Quanto sei stato sincero in questa intervista: QUALE INTERVISTA?!
Prima di salutarvi vi proponiamo una raccolta di alcune sue illustrazioni e vignette:





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