Il mondo del fumetto: “La scelta del Narratore”
Oggi ho intenzione di focalizzare la vostra attenzione su un punto molto importante, per una storia a fumetti, specie per una saga lunga e seria o almeno semi-seria: il Narratore.
La figura del Narratore è fondamentale all’interno della storia, perchè costituisce il filo diretto tra il lettore e il mondo in cui si immerge durante il suo approccio col fumetto.
Questa figura presenta luoghi, personaggi e spiega eventi. Molto spesso, da una mano al disegnatore, descrivendo a parole delle scene difficili da disegnare in modo esaustivo, specie nei combattimenti. Restano storici gli interventi di Stan Lee all’interno dei suoi fumetti, in cui parlava in modo piuttosto ironico del suo mondo a fumetti e accompagnava spesso gli spostamenti spaziali e/o temporali che il lettore si vedeva costretto a compiere all’interno della narrazione. Tuttavia, ad esempio, Stan Lee faceva dialogare molto i suoi personaggi anche a livello “intimo”, abusando delle nuvolette da pensiero e facendo spesso commentare a loro le scene di lotta (Spider-man che riceve un pugno in faccia dal Kingpin e nella scena successiva è di nuovo in piedi sarebbe poco credibile se nella prima vignetta Lee non avesse inserito la nuvoletta col pensiero “il suo pugno enorme si abbatte si di me! Non ho tempo per schivarlo! Devo accompagnare il colpo!”).
La scelta del narratore è fondamentale per lo svolgimento fluido della vicenda e per la sua piena comprensione da parte del lettore.
Fondamentalmente, nel fumetto, si può scegliere tra il Narratore Onnisciente (il rettangolo a bordo vignetta che contiene testi esaustivi e descrittivi) o Narratore Omodiegetico (uno dei personaggi, solitamente il protagonista, narra la vicenda). Il Narratore Eterodiegetico (esterno alla vicenda ma che non sa tutto) solitamente nei fumetti si limita alle descrizioni.
Il Narratore Onnisciente è molto utile in quelle vicende complesse in cui occorre qualcuno che interpreti e trascriva i fatti, che altrimenti sarebbero di difficile comprensione. Nel fumetto, chiaramente, coincide con l’autore della storia e quindi, esattamente come lui, razionalizza la sua onniscienza, decidendo quali fatti raccontare e quali posticipare. Di alcune scene può rendere noto solo ciò che gli interessa che si sappia e quindi, di fatto, è il burattinaio della vicenda. La sua scelta è consigliata qualora si hanno parecchi personaggi da gestire, che esistono in luoghi diversi e che magari ignorano la reciproca esistenza all’interno della storia. Tuttavia, personalmente, ho un sistema migliore per gestire questo tipo di situazioni pur utilizzando il Narratore Omodiegetico. Il sistema consiste in un semplice cambio scena nel momento in cui il personaggi lontano dal narratore interno sta compiendo un’azione essenziale ai fini della trama o dell’intreccio, o anche quando sta conversando con un altro personaggio. I suoi pensieri, le sue parole e i suoi gesti descriveranno la scena automaticamente, senza bisogno di narrarla testualmente. Una didascalia sopra la vignetta segnerà l’ubicazione del luogo in cui il fatto avviene. Insomma, come si fa in un film…
Il Narratore Omodiegetico lo si usa quando si intende conservare un certo mistero e guardare i fatti con gli occhi del personaggio. Il lettore saprà ciò che il personaggio sa, vivrà con lui le avventure e proverà le sue stesse emozioni. Inoltre, attraverso i suoi pensieri, imparerà a conoscerlo a fondo e ne carpirà al meglio la personalità e i difetti. Questo è molto importante, perchè crea una certa empatia tra lettore e personaggio. Di conseguenza, eleva fantasiosamente il primo ed umanizza il secondo.
Questo Narratore è molto utilizzato nelle Graphic Novel, recentemente. Il che è un paradosso, se pensiamo al genere supereroistico, che nacque coi narratori onniscienti e/o esterni che, ingenuamente, ne esaltavano le gesta vignetta per vignetta. Oggi i personaggi pensano e narrano autonomamente, come fossero cresciuti e avessero mandato in pensione il loro esagitato papà.
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Scusami ma la graphic novel (romanzo grafico) è un fumetto che esce in un unico albo ed è autoconclusivo.
I fumetti di supereroi non sono graphic novel
Scusami se faccio la punta allo s*****o ma in quanto amante delle graphic novel non ne posso più di sentire abusare di questa parola
So che non è colpa tua, è una tendenza generale
Complimenti comunque per l’articolo molto interessate
Un saluto
Comprendo la tua puntualizzazione e la condivido. Ma se rileggi attentamente l’articolo, parlo di Graphic Novel aggiungendo ‘se pensiamo al genere supereroistico’. Infatti non ho detto che tutte le storie di supereroi sono anche Graphic Novel, bensì che tra le GN si trovano anche storie di supereroi, pensate per un unico volume conclusivo e concepite esattamente come GN, quindi rientranti a pieno titolo nella categoria.
Faccio riferimento a quel tipo di GN per sottolineare il paradosso dello stile di narrazione. E anche perchè sono comunque tra le GN più conosciute e lette. Ma so benissimo che non sono le uniche e non hanno costruito il genere!