Pubblicità ingannevoli? Ecco quali sono.
Siete curiosi di sapere perchè la marca “PincoPallo” ha modificato la sua pubblicità? Ha eliminato una dicitura? Ha riformulato un concetto? E’ sparita dalla tv? Se la risposta è sì, vi suggerisco di visionare il sito dello IAP.
Lo IAP è l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria che si occupa, sulla base del codice, di valutare le pubblicità ed, eventualmente, di sospenderne la trasmissione.
Il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale specifica sostanzialmente i concetti di Lealtà della comunicazione commerciale, Comunicazione commerciale ingannevole, disciplina particolari settori merceologici…
Ma la cosa più interessante del sito, è, a mio avviso, la sezione dedicata alle decisioni del Giurì rispetto alle pubblicità. Con un aggiornamento rapidissimo, vengono pubblicate e rese visibili a chiunque le pronunce del Giurì.
Le azioni di controllo possono essere avviate direttamente dal Comitato o, anche, da un’azienda concorrente che segnali le eventuali violazioni del codice.
A questo link trovate le decisioni suddivise per anno, dal 2009 ad oggi.
Scopriamo così che Assografici ha segnalato la pubblicità dello Yogurt “Activia” rispetto al messaggio “Activia si libera dal cartone” e che il Giurì ne ha disposto la cessazione (qui la sintesi completa).
Esempio decisamente più interessante è la pubblicità di Giallo Oro, il famoso manifesto sessista che chiedeva “E tu… GIALLO ORO… dove glielo metteresti?“. Questa la decisione del Giurì:
“Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con gli artt. 1, 9, 10 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione. (Art. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale) (Art. 9 – Violenza, volgarità, indecenza) (Art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) (Art. 11 – Bambini e adolescenti)”

Centinaia di disposizioni emesse e pubblicate per consentire a chiunque di riconoscere le pubblicità ingannevoli e di scoprire le motivazioni che hanno portato alla cessazione.
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